Chi vende online dall'Italia ha in testa un modello preciso di conformità imballaggi: il CONAI. Dietro le quinte il consorzio coordina sette consorzi, uno per materiale, ma verso l'impresa l'interfaccia è una sola — una registrazione, una dichiarazione, un contributo ambientale. Quel modello mentale — un Paese, un sistema, una dichiarazione di imballaggi — funziona, con qualche variante locale, in quasi tutta l'UE.
E smette di funzionare appena il pacco attraversa il confine francese. La Francia non organizza la responsabilità estesa del produttore per Paese ma per filiera di prodotto — in francese filière REP, da responsabilité élargie du producteur. La lista ufficiale dell'ADEME oggi ne conta 19, e ognuna comporta il proprio eco-organismo, la propria registrazione con IDU (l'identifiant unique, emesso attraverso il sistema SYDEREP dell'ADEME), la propria struttura tariffaria e il proprio calendario. La Francia non è una dichiarazione: è una matrice.
Conseguenza pratica: un singolo ordine può toccare più filiere insieme. Un giocattolo a pile nella sua scatola di cartone sono, potenzialmente, tre dichiarazioni distinte davanti a tre organismi distinti. Questa guida spiega che cos'è una filiera, quali riguardano davvero l'e-commerce transfrontaliero, come si risolvono le sovrapposizioni, chi verifica il tuo IDU e cosa fare questo mese se vendi in Francia dall'Italia.
Che cos'è una filiera — e perché il modello CONAI non ti aiuta
Una filiera REP è un flusso definito da che cosa è il prodotto, non da come è imballato. Qui sta la differenza di fondo rispetto al resto dei tuoi obblighi europei sugli imballaggi: al CONAI la domanda è «quanto cartone, quanta plastica immetti sul mercato?»; in Francia la domanda che determina i tuoi obblighi è «che cosa vendi?». È tessile? È elettrico? Ha una batteria? È un mobile?
Ogni filiera in cui ricadi comporta il suo pacchetto completo:
- La sua registrazione e il suo IDU. L'identificativo unico è per filiera, non per azienda. Tre filiere = tre IDU.
- Il suo eco-organismo (o più d'uno in concorrenza): CITEO per gli imballaggi domestici, Refashion per il tessile, Ecologic ed ecosystem per l'elettronica, Ecomaison per i mobili…
- La sua struttura tariffaria, con logica propria. Gli imballaggi si dichiarano in €/kg per materiale; il tessile in €/pezzo; l'elettronica in €/unità per categoria; il mobile con una formula multicriterio. Non è lo stesso calcolo con dati diversi: è un altro calcolo.
- Il suo calendario di dichiarazioni e pagamenti.
In termini gestionali: dove il resto dell'UE ti chiede una dichiarazione per Paese, la Francia te ne chiede N in un Paese solo.
Le 19 filiere, a colpo d'occhio
La lista completa, così come la pubblica l'ADEME, si raggruppa bene in tre blocchi:
- Imballaggi (2): imballaggi domestici e carta grafica — ufficialmente una sola filiera, EMPAP, con CITEO, Adelphe e Léko — e imballaggi professionali, il cui avvio risulta rinviato al 1° gennaio 2027.
- Beni di largo consumo (7): apparecchiature elettriche ed elettroniche, pile e accumulatori, tessile-biancheria per la casa-calzature, mobili, giocattoli, articoli sportivi e per il tempo libero, articoli di bricolage e giardinaggio.
- Settoriali (10): edilizia, prodotti chimici, pneumatici, oli lubrificanti, medicinali non utilizzati, dispositivi medici perforanti, tessili sanitari monouso, prodotti del tabacco, imbarcazioni da diporto e veicoli.
La maggior parte delle settoriali non ti riguarderà mai. Per un negozio online che vende a famiglie francesi, cinque filiere concentrano quasi tutto il rischio — e sono quelle che conviene capire bene.
Le cinque che riguardano l'e-commerce transfrontaliero
1. Imballaggi domestici e carta grafica (EMPAP)
La logica che già conosci dal CONAI: pesi per materiale. Gli eco-organismi autorizzati sono CITEO, Adelphe e Léko. Due sfumature francesi: la filiera assorbe anche la carta grafica — cataloghi stampati e carta viaggiano insieme alle tue scatole — ed è lo strato di base di tutto il resto: capi, gadget o mobili, tutto ciò che spedisci a una famiglia francese viaggia imballato, quindi questa filiera si applica praticamente sempre, in aggiunta a quella del prodotto. Approfondiamo la filiera imballaggi nella nostra guida CITEO (in inglese).
2. Tessile, biancheria per la casa e calzature (TLC)
Un unico eco-organismo, Refashion, e una logica che non assomiglia in nulla a quella degli imballaggi: si paga al pezzo venduto, e la tariffa dipende dalla linea di prodotto incrociata con il rayon — il pubblico a cui è destinato il capo e, per le calzature, la taglia. Il solo tariffario dettagliato 2026 conta all'incirca 100 linee. Una t-shirt da uomo è quotata 0,0396 € al pezzo; la stessa t-shirt in taglia bambino, 0,0214 €; un paio di stivali da uomo, 0,2138 €.
Esiste una modalità semplificata per chi dichiara meno di 5.000 pezzi l'anno, ma con una tariffa piatta molto più alta: 0,5799 € al pezzo per l'abbigliamento — circa 15 volte la t-shirt da uomo del tariffario dettagliato. La penalizzazione per chi non classifica è disegnata dentro il sistema stesso. Alla fattura si aggiungono 30 € di spese amministrative e la redevance ADEME. Analizziamo l'intera griglia nel nostro approfondimento su Refashion (in inglese).
3. Elettronica (EEE)
Ecologic ed ecosystem sono gli eco-organismi generalisti (SOREN copre il fotovoltaico). Si dichiara in €/unità per categoria di apparecchiatura — e la granularità sorprende: il tariffario domestico 2026 di Ecologic distingue 118 tipi di apparecchiature ripartiti su 314 codici tariffari, e 210 di quei codici si scelgono in base a una fascia misurata — chili, litri o pollici a seconda dell'apparecchio. Tradotto: per classificare bene ti servono il peso o le dimensioni del prodotto, un dato che la maggior parte dei cataloghi e-commerce non registra.
E il perimetro è più largo di quanto la parola «elettronica» suggerisca: il tariffario di Ecologic include monopattini elettrici, bici elettriche, droni, console, elettroutensili e giocattoli elettrici. Ci torniamo tra poco, nelle sovrapposizioni.
4. Pile e accumulatori (BAT)
Gli eco-organismi attivi sono Batribox ed ecosystem (più Recycler Mon Véhicule per una categoria di batterie da veicolo). Attenzione alle guide non aggiornate: Corepile è stata assorbita da ecosystem nel 2025 e non esiste più come eco-organismo, e Screlec si chiama Batribox da gennaio 2025 — buona parte di ciò che Google restituisce su questa filiera nomina organismi che non operano più.
Nemmeno la struttura tariffaria è quella che uno si aspetterebbe. L'asse principale non è la chimica della pila ma la categoria di batteria — dalla pila portatile alla batteria industriale o da veicolo elettrico —: la stessa chimica può variare di 14 volte a seconda della categoria, e una delle categorie si fattura per unità, non al chilo. E il dato da dichiarare è il peso della batteria, non quello del prodotto: un trapano da 2 kg con una batteria da 320 g dichiara 0,32 kg. Dichiarare i 2 kg del trapano significherebbe pagare circa sei volte di più — senza che nessuna cifra sembri strana nel totale.
5. Mobili (EA)
Ecomaison per il segmento domestico, Valdelia per il professionale, più Valobat. È il tariffario più complesso dei cinque: la tariffa non dipende da un solo asse ma da una combinazione di peso, dimensioni, volume e materiali. Ecomaison pubblica un generatore ufficiale di codici prodotto e tariffe — e il fatto stesso che esista uno strumento del genere dice molto sulla complessità del calcolo manuale.
Il gradino successivo: giocattoli, sport, bricolage
Tre filiere in più catturano parecchi cataloghi generalisti: i giocattoli (JOUET, gestita da Ecomaison — vedi la nostra guida alla REP dei giocattoli, in inglese), gli articoli sportivi e per il tempo libero (ASL, gestita da Ecologic) e gli articoli di bricolage e giardinaggio (ABJ, ripartita tra ECODDS, Ecologic, Ecomaison e Valobat a seconda dell'articolo). Se il tuo negozio vende «un po' di tutto», è qui che di solito spuntano gli obblighi a sorpresa — e, come mostra la sezione seguente, è qui che i confini con l'elettronica si fanno interessanti.
E anche qui la logica tariffaria cambia di nuovo: il tariffario ASL 2026 di Ecologic fattura all'unità — un importo per codice tariffario, scelto per fascia, quasi sempre il peso del prodotto, salvo le biciclette, classificate per fascia di prezzo —, mentre la griglia ABJ 2026 di Ecomaison per bricolage e giardinaggio fattura alla tonnellata di prodotto, secondo la famiglia incrociata con il materiale dominante. Unità diverse, stesso ostacolo: entrambe richiedono il peso del prodotto, un dato che il tuo catalogo probabilmente non ha.
Un ordine, più filiere: come si risolvono le sovrapposizioni
Con 19 flussi definiti per tipo di prodotto, la domanda ovvia è cosa succede quando un prodotto sembra ricadere in due. Le regole, così come le scrivono gli stessi eco-organismi:
- L'imballaggio si somma sempre. La filiera degli imballaggi si aggiunge a quella del prodotto, non la sostituisce mai. E un prodotto con batteria incorporata paga nella filiera delle pile oltre che in quella dell'elettronica. Per questo il gadget a pile nella sua scatola sono tre dichiarazioni — ed è corretto che lo siano.
- Tra filiere di prodotto, gli organismi si spartiscono il terreno con liste reciproche di esclusione — e l'elettronica vince. Un giocattolo elettrico non è «giocattoli»: la guida di Ecomaison lo esclude espressamente verso la REP dell'elettronica, e il tariffario di Ecologic gli mette un prezzo. Una bici elettrica o un monopattino elettrico non sono «sport e tempo libero»: il tariffario dello sport prezza solo la bici muscolare. L'esclusione riguarda l'articolo motorizzato, non i suoi accessori: casco e ginocchiere restano sport anche se accompagnano una e-bike.
- Restano zone genuinamente grigie. L'elettroutensile da bricolage è l'esempio migliore: il tariffario dell'elettronica di Ecologic lo prezza, ma il documento della filiera bricolage non lo esclude con una frase esplicita, come invece fanno giocattoli e sport. Diffida di chi ti dà una risposta netta dove le fonti ufficiali non la danno.
- E «fuori da ogni REP» esiste. Una statua decorativa da giardino non paga in nessuna filiera. L'obiettivo non è dichiarare il massimo: è dichiarare il giusto — né di meno né di più.
L'IDU: chi lo verifica e quanto costa non averlo
Ogni filiera in cui ricadi esige la sua registrazione e produce il suo IDU. E la verifica non dipende dal fatto che un ispettore si accorga di te: l'articolo L. 541-10-9 del Codice dell'ambiente francese rende corresponsabili i marketplace. Amazon, Cdiscount, ManoMano o Fnac devono verificare che ogni venditore terzo abbia un IDU valido per le filiere che lo riguardano; se non ce l'ha, la piattaforma diventa legalmente il produttore — e le piattaforme gestiscono quel rischio come lo hanno sempre gestito: bloccando le inserzioni.
La multa esiste comunque: sanzione amministrativa fino a 30.000 € per IDU mancante — per filiera. Tre filiere senza registrazione non sono un'esposizione: sono tre. E il bersaglio è proprio chi vende dall'estero: la nostra analisi del registro pubblico dei produttori dell'ADEME indica che circa il 69% delle registrazioni appartiene a imprese non domiciliate in Francia. Ma il meccanismo che arriva per primo non è la multa: è il canale di vendita.
L'obbligo trasversale: il mandatario per chi non è stabilito in Francia
Dal 10 luglio 2026 c'è inoltre uno strato nuovo che attraversa tutte le filiere. La legge francese n. 2026-602 dell'8 luglio 2026 (articolo L. 541-10-9-1) obbliga ogni produttore non stabilito in Francia — imprese italiane comprese — a designare con mandato scritto un mandatario stabilito in Francia, che subentra nei suoi obblighi REP. L'obbligo è orizzontale: vale per le ~19 filiere, non solo per gli imballaggi. Giuridicamente il mandato è uno; quali filiere copra lo definisce il contratto che firmi. Chi è coinvolto esattamente, l'eccezione marketplace e come scegliere il fornitore senza crearti un rischio nuovo: ne parliamo nella guida al mandatario REP.
In parallelo, l'articolo 45 del PPWR europeo — applicabile dal 12 agosto 2026 — impone un rappresentante autorizzato per la REP degli imballaggi in ogni Stato membro in cui vendi senza esservi stabilito. C'è una proposta di sospendere quell'articolo per le imprese UE fino al 2035, non ancora adottata — ma la regola francese del mandatario è diritto nazionale e non dipende da quell'esito.
Cosa fare questo mese
- Inventaria il catalogo per tipo di prodotto, non solo per materiale d'imballaggio. La domanda che decide le filiere è «che cos'è?»: tessile? elettrico? ha batterie? un mobile? un giocattolo? Il nostro check gratuito degli obblighi è un buon punto di partenza.
- Mappa ogni famiglia di prodotto sulla sua filiera — e somma sempre gli imballaggi per la scatola, e le pile se ci sono batterie. È il passaggio in cui la maggior parte scopre di avere tre o quattro obblighi francesi, non uno.
- Controlla quali IDU hai e quali mancano. Essere registrati presso CITEO non copre nient'altro che gli imballaggi: ogni filiera ha il suo registro e il suo identificativo.
- Raccogli i dati che ogni tariffario chiede. Pezzi per linea e rayon per il tessile; categoria e fascia di peso o dimensione per l'elettronica; peso della batteria — non del prodotto — per le pile. Sono dati di prodotto che il tuo catalogo oggi probabilmente non ha, e raccoglierli richiede più tempo di qualunque modulo.
- Se non sei stabilito in Francia, risolvi il mandatario prima che te lo chieda il tuo marketplace — con la due diligence che spieghiamo nella guida dedicata.
Come aiuta Pack Declare
Pack Declare fa esattamente la parte pesante di questa matrice: classifica il tuo catalogo per filiera, calcola i numeri nella struttura che ogni eco-organismo francese si aspetta — pezzi per linea e rayon, unità per categoria, chili di batteria — a partire dai tuoi dati di vendita reali, e tiene registrazioni e scadenze in un unico posto. La nostra copertura francese abbraccia già diverse filiere (imballaggi, tessile, elettronica, pile, giocattoli), con le tariffe ufficiali 2026 dove sono pubblicate — e una segnalazione esplicita dove ancora non lo sono, perché preferiamo dirti «questo non è pubblicato» piuttosto che inventare una cifra.
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Domande frequenti
Quante filiere REP ha la Francia?
Circa diciannove. La REP francese è organizzata per flusso di prodotto e non per Paese: ogni flusso è una filiera (filière), con i suoi eco-organismi autorizzati, il suo numero di registrazione, il suo tariffario e il suo calendario di dichiarazione.
Che cos'è una filiera REP?
Una categoria di prodotto definita per legge con il proprio regime di responsabilità estesa del produttore. Per ciascuna, lo Stato francese autorizza uno o più eco-organismi, che raccolgono i contributi ambientali e organizzano raccolta e riciclo. Registrarsi presso uno di essi produce un IDU iscritto nel registro SYDEREP dell'ADEME.
La mia registrazione CITEO copre tutti i miei obblighi REP francesi?
No. L'IDU è emesso per filiera, quindi una registrazione imballaggi non dice nulla su tessile, elettronica o giocattoli. Chi dà per scontato che CITEO copra «la Francia» di solito sta coprendo una filiera delle tre o quattro che il suo catalogo tocca davvero.
Uno stesso prodotto può ricadere in più filiere?
È la norma. L'imballaggio si somma sempre alla filiera del prodotto: un vestito è tessile più imballaggi. Anche le batterie integrate si sommano — un prodotto con batteria dentro paga sia nella filiera delle apparecchiature elettriche sia in quella delle pile, davanti a organismi diversi e con tariffari diversi.
Quali filiere contano di più per l'e-commerce transfrontaliero?
Cinque concentrano la maggior parte del volume: imballaggi domestici e carta grafica, tessile e calzature, apparecchiature elettriche ed elettroniche, pile e accumulatori, mobili. Poi vengono giocattoli, articoli sportivi e per il tempo libero, bricolage e giardinaggio.
Perché un giocattolo elettrico non si dichiara nella filiera dei giocattoli?
Perché l'elettricità sposta il prodotto di filiera. Il perimetro di Ecomaison esclude espressamente i giocattoli soggetti allo schema RAEE, ed Ecologic li prezza nel proprio tariffario. La stessa logica colloca bici e monopattini elettrici tra le apparecchiature elettriche e non tra gli articoli sportivi.
Che cos'è l'IDU e perché i marketplace lo chiedono?
L'identifiant unique è il numero di registrazione iscritto nel sistema SYDEREP dell'ADEME, emesso per filiera. La legge francese rende i marketplace corresponsabili di verificare che i venditori terzi abbiano un IDU valido per le filiere toccate dai loro prodotti; altrimenti la piattaforma diventa essa stessa il produttore.
Un prodotto può non ricadere in nessuna filiera?
Sì. Una statua decorativa da giardino non deve nulla a nessuno. «Fuori campo» è una risposta legittima, purché sia una risposta verificata e non una speranza: la sotto-dichiarazione è esattamente ciò che l'ispezione francese va a cercare.
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